12-11-08

Difensore del Bambini


Giovanni Ristuccia, presidente di S.O.S. Antiplagio di Novara, trattate da terroristi

Giorgio_Giovanni 071

Belgio - Bruxelles, 6 novembre 2008

La delegazione di S.O.S. Antiplagio e del Movimento per l'Infanzia composta dal Dottor Giorgio Gagliardi e Giovanni Ristuccia, hanno scoperto con tristezza il cattivo atteggiamento delle autorità belghe verso coloro che lottano contro la pedocriminalità organizzata.

L'avvenimento del loro arrivo in Belgio era coperto dalla censura belga, mentre in Italia, il giornale Corriere di Novara, dava la notizia a grandi titoli : Sostegno all'uomo che 10 anni fa denunciò gli abusi sessuali su 90.000 bambini -SOS ANTIPLAGIO A BRUXELLES CONTRO LE RETI PEDOCRIMINALI INTERNAZIONALI.

Giovanni Ristuccia, presidente di S.O.S. Antiplagio di Novara, rappresentava le quasi 21 associazioni italiane della federazione Movimento per l' Infanzia. Loro chiedono leggi europee adatte a contrastare l' evoluzione della pedocriminalità organizzata e una maggiore attenzione e tutela per l’ingfanzia.

Il Dottor Gagliardi e lui erano venuti per visitare Marcel Vervloesem, incriminato econdannato per reati che non poteva compiere, vittima di una corretta assistenza medica, che lo avrebbero portato al coma diabetico due volte in tre settimane.

Le autorità vogliono chiudere al più presto il dossier Zandvoort, scoperto dalla organizzazione di Marcel nel 1998 e far credere che il Belgio è uno dei rari paesi al mondo che non sarebbe stato toccato dalla pedocriminalità organizzata.

L'archivio Zandvoort è alla base dell' Operazione Koala. Un cittadino belga Pascal T., identificato dall' Interpol nel 2002, aveva potuto continuare a sfruttare le sue figlie fino al 2006. Il suo complice Sergio M., un italiano, era un importante fornitore della rete Zandvoort, secondo il dossier della Polizia italiana. I proprietari di più di 2.500 carte di credito utilizzate per pagamenti alla rete Zandvoort, sono stati oggetto del l' operazione Koala. Ciò ha condotto alla scoperta di 2 milioni di fotografie Pedopornografiche e ad un primo massiccio arresto di ben 93 persone.

L'Europa non può più tollerare gli errori giudiziari, che permettono ad alcuni stati membri di coprire lo sfruttamento sessuale dei bambini.

Al Dottor Gagliardi e al Sig. Ristuccia sono occorsi due mesi di tentativi per avere l'autorizzazione di incontrarlo in prigione. Sono giunti dall'Italia per scoprire, a proprie spese, il solito caos belga fatto di errori amministrativi e di sorrisi imbarazzanti.

Hanno provato il metal detector, attraverso cui si accede all'ingresso del carcere di Bruges e ha la capacità di far sorridere i visitatori perché mentre qualcuno passa con la cintura metallica, un altro non può passare con gli occhiali dalle stanghette metalliche. Alcuni devono togliersi le scarpe e se devono anche togliersi la cintura, entrano tenendosi i pantaloni con le mani.
Un guardiano della prigione aveva chiesto a Marcel Vervloesem informazioni su S.O.S. Antiplagio di Novara. Gli aveva risposto che era un'associazione italiana che gli ha attribuito il titolo di "Difensore dei Bambini" per la sua lotta contro la pedocriminalità.
A tale risposta improvvisamente, Giovanni Ristuccia sarebbe stato iscritto nella lista delle persone autorizzate a passare solo la prima porta della prigione, ma non il secondo accesso che porta alla sala visite. Solo in casi eccezionali, questa seconda porta non viene aperta e solo alle persone inserite nella misteriosa seconda lista, che si troverebbe nel computer della prigione di Turnhout, e non in quella di Bruges.

Marcel Vervloesem e Giovanni Ristuccia avevano pertanto fatto le consuete domande in ognuna delle due prigioni, secondo un regolamento carcerario aggiornato, ma il diritto della visita è stato rifiutato per un non meglio precisato “disfunzioni amministrative”.

Il Dottor Gagliardi, forse giudicato meno pericoloso, è riuscito a passare anche il secondo accesso. Lui ha notato, tra l'altro, che Marcel è diminuito di statura e dimagrito. Come indubbia conseguenza della disidratazione che riduce anche i dischi intervertebrali della colonna spinale. Marcel ha fatto lo sciopero della fame e della sete per chiedere il rispetto dei diritti costituzionali delle vittime e dei testimoni della criminalità organizzata.

Non c'è nessuna giustificazione medica, ha detto il medico Gagliardi, per cui hanno dato a Marcel acqua bollente da bere che, tra l'altro, gli causava dolore per cui non poteva bere nemmeno quell'acqua a lui tanto indispensabile. L' acqua bollente a digiuno è un rimedio della nonna contro il raffreddore o per dimagrire, cosa certamente non adatta a chi fa uno sciopero della fame. Era, al contrario, indispensabile dargli acqua a temperatura ambiente o fresca.

Siccome in precedenza non è stato misurata la sua statura, non è nemmeno possibile sapere di quanti centimetri si è ridotto a causa del suo sciopero, e quanto danno il suo fisico ha ricevuto in generale, per disattenzioni o mancate somministrazioni di medicine per lui vitali come l'insulina.

Il Dottor Gagliardi ipotizza che Marcel Vervloesem potrebbe ancora sopravvivere, ma è molto sconcertato dalla proposta riferita da Marcel di un'operazione a cuore aperto per alcune valvole cardiache malfunzionanti e soprattutto molto rischioso per il suo attuale stato di salute abbastanza compromesso. Si tratterebbe di un'operazione complessa che prevede un centro di rianimazione ben attrezzato e non di semplici infermerie di periferia che non hanno queste attrezzature per la rianimazione.

La decisione del successivo trattamento carcerario di Marcel dipende da Jo Vandeurzen, ministro della giustizia belga e rappresentante dei cristiani fiamminghi. Lui si è opposto al ricovero ospedaliero di Marcel Vervloesem, come riportato dal giornale "Het Nieuwsblad", all’epoca in cui tale ricovero era stato giudicato necessaria da un medico del carcere. Lui potrebbe dunque, a dispetto della carità cristiana, non avere nessun scrupolo di decidere che Marcel Vervloesem debba soccombere, oppure accettare di lasciarsi operare a cuore aperto su un tavolo operatorio dell’infermeria di una prigione, mancante dei macchinarinecessari per le eventuali criticità del decorso post operatorio.

Le autorità belghe sarebbero arrivate a far chiudere il 99% delle associazioni belghe che non si erano piegate alla legge del silenzio. Però le stesse autorità hanno sottovalutato la forza e la determinazione delle associazioni del volontariato come quelle italiane.
Purtroppo le autorità carcerarie hanno fatto una pessima figura a livello internazionale, sia per mancanza di tatto e sia per la sgarbata accoglienza verso i rappresentanti di dette associazioni, trattandoli quasi come se fossero dei terroristi.

http://www.droitfondamental.eu/001-Belgique_traite_ONG_italienne_comme_des_terroristes-IT.htm
http://sos-bambini.skynetblogs.be/

Commentaren

Lettera di Marcel Vervloesem 27.11.08
Bruges, mercoledì 27.11.2008

Cari Jan e Jacqueline,

Io ho ricevuto la vostra lettera del 25/11/2008 con dieci francobolli, per tutto questo vi ringrazio molto.

Io ho letto che voi siete sempre molto attivi e che la Lega ha risposto alle vostre domande. Io ho anche letto quella lunga lettera all'avvocato etc. Grazie per questo. Io posso certamente avere una buona risposta a certe osservazioni della vostra lettera.

La settimana scorsa, venerdì, io ho avuto un cateterismo cardiaco all'ospedale di St Jean di Bruges. Loro hanno subito tentato quest'intervento chirurgico per la femorale destra, ma non è stato possibile. Allora hanno deciso di risalire lungo la femorale sinistra,e ciò è stato possibile. Lo stesso giorno, io sono rientrato in ambulanza nella mia cella dell'infermeria della prigione di Bruges. I risultati di questa operazione chirurgica ed il programma decisionale dei due interventi cardiochirurgici che mi saranno necessari per la funzionalità cardiaca.

Nel corso della serata, sono emerse delle difficoltà cardiologiche e si è notato un rigonfiamento all'inguine sinistro.Il servizio mi ha dato una medicazione contro la febbre ed un bendaggio per comprimere il gonfiore. Loro hanno attentamente sorvegliato la situazione dalla sera alla mattina. Perchè la febbre ha continuato ad aumentare ed il gonfiore è aumentato, io sono stato trasportato d'urgenza in ospedale, in ambulanza, durante la notte al pronto soccorso dell'ospedale Saint-Jean. I medici del pronto soccorso hanno affermato che era in atto un' emorragia interna causata dall'operazione del giorno prima. Loro hanno iniziato a fare degli esami del sangue ed hanno chiamato altri specialisti. Loro volevano operare d'urgenza questa emorragia interna, ma quando sono arrivati i risultati delle analisi del sangue, loro hanno scoperto una scarsissima funzionalità renale e che nel plasma c'erano dei valori proteici pericolosamente sballati. Si è dunque deciso di effettuare durante la notte un intervento ai reni per l'urgenza intervenuta. E come soluzione temporanea, hanno messo delle compresse per tamponare l'emorragia,che stava aumentando troppo. All'inzio della mattinata io avevo un'assortimento di tubi impiantati nel collo. Alle 8 , l'urgenza mi ha permesso di essere il primo ad avere la dialisi renale che è durata 4 ore e mezzo, dunque fino al pomeriggio.

In seguito,sono state fatte altre analisi del sangue ed altre manovre con apparecchi medici. L'emorragia non permetteva di muovermi,ma dovevo restare immobile. la febbre non mi ha mai lasciato,ma è aumentata nel tempo. I chirurghi hanno deciso in seguito,che io venissi rioperato di nuovo l'indomani in mattinata, di ritorno dall'intervento di urgenza, questa volta per fermare l'emorragia. Questa operazione è stata fatta in anestesia generale ed è durata fino a domenica mattina ed anche nel pomeriggio. Tenuto conto del mio stato i chirurghi e gli specialisti hanno deciso che i tubi dovevano essere impiantati nelle vene del collo e che io dovevo subire una nuova dialisi lunedì mattino e rifare le analisi delle prove di emorragia. Tenuto conto di queste situazioni di urgenza medica decise da tutti i medici all'unisono, i due interventi sul cuore dovranno attendere. Lunedi infine nel pomeriggio, io sono stato ricondotto nella mia cella della prigione.

Martedi, io ho avuto solo la visita dei Riksen che erano informati di tutto. La visita all'ospedale non è stata possibile perchè io avevo avuto le tre visite di questa settimana e le operazioni citate. Io ho dovuto poi fare questo, la notte, ed essere trasportato in modo inatteso. Lo stesso il mio telefono non può essere messo in ordine, ed io non posso essere chiamato.
Io sono stato a letto mezzo morto.In regola generale, il supervisore dovrebbe informare mia figlia Wendy, ma per una ragione sconosciuta ciò non è stato fatto. Allora per quanto concerne questo, bisogna ammettere che è una situazione di sandwich.

Ora, sono le 6 e 30, mercoledi, io sarò di nuovo all'ospedale Saint-Jean, e fino a mezzogiorno sotto dialisi. Non è divertente questo. Qualche volta ho ancora la febbre. la mia domanda è in che modo la valutano. Ma non è possibile rispondere alla domanda nella vostra lettera per ciò che non si può sapere quando sarò operato al cuore, per l'attuale mia situazione fisica. Io non mi sento ancora bene ed io ho ancora dei grandi dolori,camminare mi è molto difficile e talvolta mi manca il respiro. Qui,i medici arrivano regolarmente ed io posso dire con piacere che l'infermeria ha fatto oltre qualcosa quella notte. Altrimenti, io avrei sanguinato fino allo stremo internamente. Loro mi hanno aiutato e seguito la mia situazione.

Queste sono le prime novità che ho scritto questa settimana. Sono state due settimane terribile quelle passate! Io non so bene quanto tempo ci vorrà ancora per la dialisi, e in linea generale quale sarà il mio futuro. Io dormo ora solo su un lato, perchè se no, mi manca molto il respiro a causa del mio cuore e di una forte tosse secca. Qualunque cosa sia,staremo a vedere. Io oggi per la seconda volta,ho parlato col servizio psicosociale. Ingrid e Eric sono in seguito venuti a vedermi martedì, e venerdi, io sono di nuovo partito per quattro ore di inferno sotto la dialisi. Questa è la vita speciale che io non auguro a nessuno. Le mie cose personali non sono ancora arrivati dalla prigione di Turnhout.Io non faccio mai delle questioni personali. Sebbene ciò sia perfettamente anormale. E non sono cieco per non vedere.

Allora, cari Jan e Jacqueline, io vi scriverò ancora , con molto amore, e un grande abbraccio a Jacqueline.

Con tutto il cuore, ed anciora grazie per i francobolli.
Marcel

Gepost door: Jan Boeykens | 29-11-08

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Belgio - Raf Jespers, avvocato di Marcel Vervloesem
From: werkgroep morkhoven
To: humanite.presse.fr; p.poupard;leclea.be; laviedeperes; droitfondamental.eu; Roelie Post; kamishcaramail; Giorgio Gagliardi; zoe.genotecolo.be; zohra.othmanprogresslaw.net; zhou_zhichengmfa.gov.cn, tele2.fr, redactiebelga.be;redliege.lameuse; rtl.be; lactualite; lesoir.be; nouvelobs.com; controverserll.be; tf1.fr; rtbf.be; grybinskitf1.fr; michel.bouffiaux; lemonde.fr; lib.redaction; rtbf.be; llb.gazettedeliege; dh.courrier; dh.redaction
Sent: Monday, November 24, 2008
Subject: Belgio - Raf Jespers, avvocato di Marcel Vervloesem

« Dewael vuole che tutto il mondo possa essere messo sotto ascolto »
Antiterrorisme : L'avviso dell'avvocato Raf Jespers

Raf Jespers, avvocato, membro del Progress Lawyers Network e del PTB,coautore dei Nostri diritti democratici in pericolo, teme una utilizzazione politica abusiva della recente allerta contro il terrorismo.

Mark Kennes
16-01-2008

Raf Jespers segue dopo 30 anni tutti i dossier che concernono i nostri diritti democratici e la nostra libertà, così anche il lavoro dei servizi di polizia e dei servizi segreti. In questi ultimi anni, il controllo che lo stato belga esercita sui suoi cittadini è passato, secondo lui, ad un livello superiore.

L'esempio più recente è l'arringa del mimistro degli interni Patrick Dewael in favore delle intercettazioni telefoniche senza limiti a seguito dell'allarme sul terrorismo da far scoppiare durante le feste di fine d'anno.

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- Secondo voi, ci sono degli allarmi giustificati per un'allarme sul terrorismo?

Raf Jespers. La settimana scorsa, con una certa allerta sul terrorismo, io ho avuto l'impressione che l'OCAM (« organizzazione della coordinazione ed analisi della minaccia ») voleva soprattutto giustificare la sua esistenza perchè, se l'allerta si riposa, come pretende la stampa, sulle sulle 14 persone del « gruppo » Nizar Trabelsi, io stimo che questa allerta draconiana non ha in fatto che ben poco fondamento.

Ma qualunque cosa sia , qui noi ci muoviamo ancora nell'oscurità e fintanto che non conosceremo le ragioni reali di questa allerta contro il terrorismo, io stimo che noi dobbiamo essere e mostrarci prudenti.
Voi non intendereste gridare bestialmente da tutti i tetti, senza disporre delle più ampie informazioni, come l'hanno fatto Jean-Marie Dedecker (LDD) o Anne-Marie Lizin (PS), che quest'allarme sia ingiustificato. E' sempre possibile.
Ogni discussione su fatti ben precisi o no di questa allerta non costituisce secondo me il principale problema.

- Voi rimproverate al ministro Dewael di volersi servire di questo cattivo progetto di questa allerta al terrorismo al fine di imporre un certo numero di leggi antidemocratiche…

Raf Jespers. Effettivamente. In un intervista al quotidiano De Standaard il 5 gennaio, lui preconizza, per esempio, di dotare i servizi segreti ugualmente di mezzi speciali di investigazione.
I servizi di polizia dispongono già da diverso tempo di certi metodi, come, ad esempio,le intercettazioni telefoniche.

L'Ordine degli avvocati fiamminghi (una organizzazione di 8 000 avvocati) e la Lega dei diritti dell'Uomo hanno all'epoca introdotto una denuncia contro queste pratiche pressola Corte costituzionale, che ha loro dato in parte ragione.

Invece di tenerne conto, Dewael vuole ormai autorizzare questi metodi anche per la Sicurezza dello Stato.
Ma lui va ancora più lontano.
Oggi, la polizia non può ricorrere a questi metodi che nel corso di una inchiesta giudiziaria, e sotto la supervisione di un magistrato.
Dewael vuole oggi utilizzarli in modo preventivo, vuol dire senza che ci sia un crimine.
Lui vuole ridurre moltissimo questa impossibilità di controllo.

Così la polizia potrà mettere tutti sotto ascolto, come ciò le sembra giusto e quando?
Qui noi siamo troppo lontani.

- La minaccia di terrorismo rende queste misure indispensabili ?

Raf Jespers. E' dovere fondamentale dello stato di proteggere i suoi cittadini contro il terrorismo. Questo è incontestabile. Oggi, quasi sempre, sorgono due grossi problemi a proposito di quello che si intende, in Occidente, per lotta contro il terrorismo.

Primo, conviene domandarsi : cos'è questo terrorismo ?
Negli anni settanta, si definiva ancora il terrorismo come « una violenza cieca contro i cittadini ».
E' una definizione nella quale io posso ritrovarmi anche completamente ed io non mi sono certamente opposto a quello che è stato duramente messo in atto per reprimere quelle organizzazioni.
Oggi, e soprattutto dopo gli attentati del 11 settembre 2001, si fa ogni volta un miscuglio molto ampio tra vere organizzazioni terroriste da un lato ed i movimenti di liberazione del terzo mondo e le persone in Europa e negli USA che si mostrano molto critici sul sistema attuale di controllo.
E' ben certo una definizione fin troppo ampia di ciò che è il terrorismo.
Con questa definizione, gli scaricatori di porto che hanno manifestato a Strasburgo due anni fa contro le direttive portuali della Unione europea sarebbero dei terroristi.
Ciò non è corretto.

Secondo, la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), principio di base fondamentale della nostra democrazia, è in tal modo minacciato. I servizi di polizia e di sicurezza, che appartengono al potere esecutivo, non possono agire come sembra loro giusto, se no noi vivremo un domani in uno Stato poliziesco. Ciò è perchè il potere giudiziario ed il parlamento (potere legislativo) debbono poter controllare il loro funzionamento.
In Belgio e nell'unione europea, che determina 80 % del nostro codice penale, questo controllo del Parlamento non rappresenta una grande parte. Il Parlamento europeo non ha quasi nulla da dire.
In Belgio, esistono giustamente i comitati R e P, che guardano costantemente ai servizi di informazione e di polizia, ma questi non fanno che raramente delle critiche che sarebbero fondamentali sul lavoro di questi servizi.
Oggi, Dewael vuole ancora ridurre il controllo giudiziario sulla polizia. Questo è troppo pericoloso.

- Voi dite che dunque questi piani che il ministro oggi propone esistevano già prima che si innescasse questa allerta al terrorismo ?

Raf Jespers. Certamente. Nel novembre 2007, a livello Europeo, tutti gli Stati membri hanno firmato un decreto quadro che allargava di molto le leggi antiterrorismo. Dewael stesso ammette che queste idee c'erano già da un pezzo, ma non si sono potute applicare sotto Verhofstadt II. Oggi,si spera d'aver più successo con Vandeurzen (CD&V) come ministro della Giustizia.

- Dewael gioca ugualmente con l'idea del poter vietare certe organizzazioni…

Raf Jespers. La pressione del movimento democratico prima degli anni 2000 hanno impedito l'attuazione delle misure che Dewael propone oggi. Il divieto di organizzazioni sarà un fatto unico in tutta la storia del Belgio, in contraddizione totale con la tradizione giuridica.
Le organizzazioni politiche devono essere combattute in modo politico, non giuridico. E se una organizzazione non rispetta il codice penale, esistono i mezzi per denunciarla e perseguirla.
Per esempio, si è condannato il VMO1 come polizia privata negli anni 70, o delle asbl di Vlaams Belang per razzismo nel 2004.

- Dewael ha citato il DHKP-C come esempio esplicito. Una organizzazione che voi difendete attualmente in un processo…

Raf Jespers. Il processo contro DHKP-C è un precedente importante, ma anche pericoloso, in questa discussione sui diritti democratici.
La procura vuole un precedente per una condanna al terrorismo, mentre la legislatura sul terrorismo non esiste ancora e poi nel momento in cui i fatti incriminati non sono provati.
Tra l'altro, tutto ciò mostra chiaramente anche fino a che punto i nostri diritti sono già limitati.
Cinque anni fa ,nessuno avrebbe giudicato possibile che chiunque si potesse vedere condannato a cinque anni di prigione per la traduzione di un comunicato stampa. Ciò che si è pertanto prodotto in questo processo.

Gepost door: Morkhoven | 30-11-08

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Belgio: centro di traffico di bambini
EU-parlamento - mediazione - tempi di attesa Strasbourg "Fond. Pcesses deCroÿ & M. Lancellotti"
Fondatzione privatadel diritto belga


Monsieur Nikiforos Diamandouros,
Mediatore europeo
1, avenue du Président Robert Schuman
CS 30403F - 67001 Strasbourg Cedex

Bruxelles,

Mercoledì 3 dicembre 2008

Concernente: tempi troppo lunghi del ricorso urgente al tribunale Europeo dei Diritti dell' uomo, contro una incarcerazione assimilabile alla tortura in ragione dello stato del condannato, e che lo mette in pericolo di vita.

Ch.mo Sig.r Nikiforos Diamandouros,

Marcel Vervloesem, nostro amato associato, è stato incarcerato in Belgio per dei crimini che non poteva fisicamente commettere, malgrado uno stato di salute che assimila questa incarcerazione ad una tortura. Questo 19 novembre 2008, Il Comitato contro le torture dell'ONU ha confermato la politica belga nel suo territorio nel suo rapporto/C/SR.860 e ha sottolineato : « D'altro verso, il Comitato è preoccupato dall'insufficiente formazione in ciò che concerne il divieto della tortura e dei trattamenti inumani o degradanti, come già è stato rilevato dal Comitato nelle precedenti conclusioni e raccomandazioni finali (Articolo 10) ».
Questo stato di fatto è stato riaffermato in una rivista bimensile dell'Avvocatura di Bruxelles pubblicata questo 30 novembre 2008, che cita il caso di un uomo legato al letto con manette, quando questi era in coma.

Il ministero della giustizia è intervenuto per prevenire che il nostro associato fosse condotto in ospedale al quinto giorno della sua incarcerazione quando il medico della prigione di Turnhout, aveva chiamato un'ambulanza che è stata vista ripartire vuota.
Lui ha passato tre mesi su quattro all'infermeria della prigione di Bruges.
La sua ospedalizzaizone non è stata permessa se non per le cure intensive la prima volta in un coma, la seconda volta con una bradicardia di 24 battiti al minuto primo, la terza volta per fermare un suicidio e permettergli un cateterismo cardiaco, la quarta volta il gorno stesso, per una emorragia interna.
La sua vita dipendeva allora prioritariamente da intervento renale, reni bloccati dalla mancanza di cure in prigione.

Marcel Vervloesem è stato dunque oggetto di tre operazioni in tre giorni, interrotte da qualche ora di prigione, poi rinviato di nuovo in prigione.
Il cateterismo cardiaco ha reso evidente che non può essere operato in questo stato di debolezza per subire operazioni cardiache preannunciate precedentemente, egualmente per riparare ai danni consequenziali alla mancanza di cure nell'infermeria di quella prigione.
Lui dovrebbe subire due interventi, che attualmente sono ritardati, perchè ricuperi forze sufficienti a sopravvivere.
Il ministro della giustizia persiste nella sua carità cristiana, a vietare l'ospedalizzazione preannunciata per recuperare le forze, così come per effettuare la dialisi,ora necessaria in sostituzione del funzionamento dei suoi reni.

Voi comprendete che quest'uomo non ha nessuna speranza di sopravvivere anche per il troppol tempo richiesto per discutere il caso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per cancellare la sua condanna e, molte poche speranze di vedersi liberare dall'incarcerazione, affinchè abbia la possibilità di morire con dignità, con le cure che gli sono necessarie.
Questo tempo di attesa non è accettabile, soprattutto per la competenza(?) di un paese membro dell'Unione Europea, che non conosce il divieto della tortura, nè il diritto deiprigionieri per le cure della salute come tutti i cittadini normali, perchè questo tempo d'attesa lo conduce inevitabilmente alla morte, senza la possibilità di aver ottenuto giustizia.

Così come io vi ho segnalato in una lettera elettronica precedente che io vi ho già fatto arrivare, noi siamo tagliati fuori il furto continuo della nostra corrispondenza, notoriamente una delle nostre petizioni che avrebbe risparmiato la vita del nostro associato, se questa corrispondenza avesse avuto il suo regolare decorso.
Per queste ragioni, io vi sarei infinitamente riconosciente di volermi accordare volentieri questo favore, sia che noi possiamo incontrarvi per orientarci nella nostra richiesta di giustizia, o che noi possiamo cercare noi stessi la via relativa al trattamento delle nostredenunce al Parlamento Europeo a Bruxelles.

Noi vi ringraziamo prima per la vostra migliore attenzione che vi avvicinano a questi casie continuiamo a credere che il Parlamento Europeo è la nostra sola speranza, senza una ennesima delusione.

Jacqueline de Croÿ

Fondation Princesses de Croÿ & Massimo Lancellotti

Vice-présidente du Werkgroep Morkhoven

*10 rue Faider – 1060 Bruxelles – Belgique – Tel : **32 (0)2 537 49 97
http://www.droitfondamental.eu/fondation.princesse.de.croy@droitfondamental.eu

Gepost door: Werkgroep Morkhoven | 04-12-08

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15 000 euro per un bébé sul Web

Benelux : da 10 000 a 15 000 euro per un bébé sul Web
GAND (BELGIQUE) INVIATO SPECIALE - LE MONDE - 6.12.08

Capelli lisci, occhiali di tartaruga e viso severo, Sonia R. dimostra più della sua età.
Una trentina d'anni, già mamma di cinque bambini, lei sognava la liposuzione e la chirurgia estetica.
E' per questo che qualche mese fa, lei ha venduto ad una amica due gemelli che aveva partorito PRIMA.
Il prezzo della venditas : 10 000 euros.
Ecco, in ogni caso quello che ci ha raccontato Marc P., 48 ans, suo vecchio compagno, ai poliziotti di Gand che l'interrogavano.

Sonia R. è stata arrestata ed inviata a giudizio per imbroglio e trattamento degradante,venerdì 5 dicembre. E' stato un giornalista della seconda catena di media pubblica olandese, Roelof Bosma, che ha rivelato il caso dove la bassezza e la disputa hanno dell' inverosimile.
Quando la giustizia, la polizia ed i servizi sociali sembrano ignorare tutto, lui ha avviato un mercato clandestino di bambini al quale Sonia, come altre donne fiamminghe vi prendevano parte.

E' su Internet, nei forums, nelle chats o sui siti dai nomi ammiccanti (come 9maand.com, "9mesi.com"), che si incontrano genitori con carico di bambinui e madri portatrici, o coppie "venditrice".
Ci centinaia di messaggi che hanno truffato di false speranze e dei veri dispiaceri, discorsi truffaldini e promesse non mantenute.

Sul Web, Sonia R. si faceva chiamare Lévy. Lei si presentava come una gioiosa mamma di una famiglia numerosa, pronta a mettersi al servizio di coppie infertili e pronta a trasformarsi in mamma portatrice.
Coppie olandesi hanno abboccato all'amo, tra cui Gidéon e Tamara S., di Sibculo, nella provincia di Overijssel.

Questi sono involontariamente diventati celebri alla fine del mese di novembre, quando il giornalista Roelof Bosma ha rivelato che loro avevano comperato un bébé da una coppia in difficoltà, a Gand. Il piccolo Jayden, 5 mesi, è stato messi provvisoriamente sotto la protezione dei servizi sociali olandesi e la giustizia deve ora stabilire la sua sorte.
Sarà reso ai suoi genitori biologici, che hanno cambiato idea e lo rivogliono? Verrà lasciato alla coppia che l'ha comperato, come Donna, una piccola bambina venduta nel 2005 ad una coppia di Utrecht da un'altra madre portatrice disonesta ? Messo in una istituzione ?

Il caso del piccolo Jayden non si ferma qui. Perchè Gidéon e Tamara S. hanno rivelato che prima di comperare il bébé via Internet, loro hanno fatto diverse fesserie con Sonia R. Hanno fatto più viaggi verso Lovendegem, nei dintorni di Gand, dove vive la giovane donna.
Davanti a loro Sonia è stata inseminata più volte dal marito, in ragione di 350 euro per inseminazione. Lei si ispirava ad una metodologia trovata, anche questa, su Internet et che,secondo dei presunti ginecologi, presentava un tasso di riuscita del 20 %.

Gli olandesi speravano la nascita di un bambino ed erano, per questo, pronti a pagare ancora 15 000 euro. Loro hanno creduto così, fino al momento in cui hanno capito che la mamma portatrice "ammorbidiva" simultaneamente un'altra coppia. Ed allora hanno saputo che aveva partorito due gemelli ed hanno voluto il test della paternità.

Si sono confrontati, tre anni dopo il caso del "bébé Donna", con un dossier che mette in evidenza le lacune della loro legislazione e della sorveglianza su Internet: Le autorità belghe affermarono, come nel 2005, che avevano voluto reagire per evitare la ripetizione di tali episodi.
Il ministro della giustizia, Jo Vandeurzen, ricorda pertanto" il caso eccezionale e la necessità di non fare leggi di fretta".

Gidéon e Tamara S. affermano che prima di ricorrere ai servizi della madre portatrice che li ha imbrogliati,loro avevano ricevuto una quarantina di proposte di quel tipo. E che qualche giorno fa, la stampa fiamminga rivelava che un'altra coppia fiamminga aveva messo invendita un bambino sulWeb al presso di 10 000 euro.
Spiegazione : "Con un terzo bambino, noi dovremmo cambiare la macchina." I genitori finalmente hanno deciso di tenersi il bambino, che li ha messi al riparo di ogni denuncia.

Jean-Pierre Stroobants

http://www.lemonde.fr/europe/article/2008/12/06/benelux-de-10-000-a-15-000-euros-pour-un-bebe-sur-le-web_1127624_3214.html

Gepost door: Geraldini | 09-12-08

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La pedofilia inchiesta su un soggetto tabu
A VOSTRA INFORMAZIONE

'Il processo dell'uomo più odiato dalle associazioni internazionali per la difesa dei minori'

LA PEDOFILIA INCHIESTA SU UN SOGGETTO TABU

Di Remy Jacqueline, Agnus Christophe, Stein Sylviane, pubblicato 02/02/1995

Ogni anno, in Francia, centinaia di minori sono vittime di violenze sessuali. Per qualche caso processato, quanti sono stati soffocati?
Perchè il silenzio è la regola. Quello dei genitori, quello dei bambini, quando non c'è anche quello delle autorità responsabili.L'Express toglie il divieto di non commentare.
Il 15 febbraio si riprende in Belgio, a Turnhout, il processo dell'uomo più in vista delle associazioni internationali per la difesa dei minori.
Quando lui Stamford aveva, nel 1970, lanciato «Spartacus», la prima guida turistica specializzata come guida omosessuale, Il britannico John Stamford aveva avuto un'idea geniale.
Con un dettaglio preciso: questa rivista, diffusa in 150 paesi, aveva un codice discreto, con un gioco di iniziali, ad uso e consumo dei pedofili del mondo intero.
Giudicato per commercio di scritti contrari alla morale e pubblicità incitante allo sfruttamento sessuale dei bambini, John Stamford incorse, al massimo,ad una pena di un anno di prigione. Ma quest'uomo è un simbolo : lui rappresenta,agli occhi di coloro che lo combattono, la calamità internationale costituita dai pedofili e la loro estrema abilità a prendersi gioco di coloro che cercano di bloccarli.
I clienti di Stamford, turisti occidentali che abusavano della miseria dei ragazzini denutriti, resteranno, loro, impuniti, protetti dal lorostesso anonimato.
Il processo riflette l 'impotenza generale delle istituzioni e del semplice cittadino di fronte ai problemi posti dagli amanti dei bambini.
Perchè, da ogni parte, questi ultimi sono protetti dalla compiacenza degli uni, e dal far finta di non vedere degli altri.
Per uno scandalo che finisce per esplodere -come in Irlanda, dove il Primo ministro è stato deposto per aver coperto le violenze sessuali di importanti ecclesiastici - quanti altri casi sono stati occultati?
In Francia anche, la pedofilia resta un soggetto tabu'.
Molto sicuramente, si demonizzano i pedofili assassini di bambini,come i Van Geloven, Patrick Tissier ed altri Gérard Lebourg.
Karine, Céline, Delphine... Regolarmente i nomi delle vittime, morte per le violenze di qualche squilibrato, adornano però la cronaca di fatti diversi.
12 uomini sono attualmente chiusi nelle prigioni francesi per violenza sessuale ed assassinio della vittima. Uno di loro, Willy Van Copernolle, dovrà essere giudicato a Nime nel marzo prossimo.
Ma la maggior parte degli aggressori di bambini non ammazzano, nè picchiano le loro vittime.
Esiste una cosidetta pedofilia ordinaria, molto più diffusa, discreta, difficile da sradicare. Nel 1993, i tribunali francesi hanno condannato 2 300 pedofili per attentati al pudore i due terzi con circonstanze aggravanti.
E il numero di criminali condannati per violenza sessuale su minori di meno di 15 anni è passato da 88, nel 1986, a 303, nel 1993.
Ma la parola di un bambino non pesa di più di quella di un adulto, soprattutto se si tratta di persona importante e dunque un numeroimportante nero della pedofilia. Secondo un'inchiesta realizzata dalla BVA su domanda del segretariato della famiglia, nel 1989, 6,2% dei giovani adulti interrogati- 4,6% degli uomini e il 7,8% delle donne - hanno ammesso di aver subito uno o più abusi, il più sovente tra i 10 ed i 12 anni, nella maggioranza dei casi,si trattava di aggressioni fisiche.
Secondo il Dr Michel Zorman ed il sociologo Bernard Bouhet, che hanno diretto l'inchiesta, un terzo dei bambini solamente si confidacon qualcheduno nel momento dei fatti.
E non c'è intervento di una autorità, sia medica, che sociale o giudiziaria, che solo nel 10% dei casi...

UNA PAURA PATOLOGICA

La legge del silenzio, imposta dai pedofili ai bambini, è, più o meno coscientemente, legata da una sorta di pudore collettivo, un rifiuto generale di prendere queste storie raccontate « come toccare il pipi» alle persone serie, così che si teme lo scandalo per la paura.

Una paura patologica:
Frederic, ragazzo di 15 anni che ha voluto testimoniare pubblicamente il suo calvario (vedi L'Express n° 2267), si rimetterà difficilmentedall'incredulità contro la quale si è urtato. Lui ha pertanto suscitato una folla di vittime pregresse che si lamentavano: «Io,io non ho potuto parlare.» Il silenzio è dannoso anche per gli altri bambini, perchè i pedofili sono notoriamente recidivi.
E lo psichiatra Roland Coutanceau, che lavora su questo soggetto, insiste: «Dopo che si è affrontato l'incesto alla televisione, delle ragazze sempre più numerose hanno la forza di denunciare ciò che loro hanno subito. Bisogna fare ancora parecchio con lapedocriminalità: e principalmente parlarne.»
Bisogna ancora che si ascolti. Qunati genitori accettano di sporgere denuncia?
«Quando una madre mi dice che la sua famiglia rischia di essere disonorata per un processo, spiega Martine Brousse, dell'associazioneLa Voce dell'infanzia, io le rispondo che il suo bambino vorrà sapere un giorno perchè non ha denunciato i fatti.»
Quante istituzioni chiudono gli occhi ?
Vi ricordate del curato di Laluque (Landes) che, citato come testimone nel 1994 durante un processo di un pedofilo, aveva dichiarato che lui trovava certe piccole ragazzine «più procaci di altre» e che la vittima non aveva lo stile della bambina.
Lui ha dovuto lasciare,certamente la sua regione.Ma lui ha tutt'ora una nuova parrocchia.
Quanto a Guy Provaux, questo istitutore finalmente condannato per violenza sessuale su due ragazzine per un anno, lui ha beneficiato della pusillanimità dell'Educazione nazionale, che, avvertita a più riprese delle note pedocriminali del suo funzionario, gli aveva, qualche volta,cambiato di scuola per assegnargli delle nuove classi e dei nuovi allievi.
Ogni settimana arrivano, davanti ai tribunali, dei casi drammatici che avrebbero potuto essere evitati con un pò più di vigilanza.
Ad Esempio: Alban Dupy, questo papà di sette figli che è comparso il 30 gennaio davanti alla Corte di Assise di Nancy. facendo a gara con l'immaginazione con sua moglie, quest'uomo violentava regolarmente l'una delle sue figlie ed uno dei suoi figli, e li proponeva ai suoi amici e «li prestava», per 1 000 franchi, a dei clienti che lui ingaggiava con Minitel.
Alcuni anni prima, nel 1979, Alban Dupy era stato incolpato di violenza sessuale su sua figlia primogenita che allora aveva tre anni.Messo in ospedale psichiatrico ne è uscito un anno dopo.
«Si è rilasciato quest'uomo liberamente senza sorveglianza e senza pensare agli altri suoi 6 figli che sono arrivati dopo», accusa Simone Chalon, presidente dei comitati Alexis-Danant, parte civile in questo caso.

"LE GERARCHIE CHE OCCULTANO»

Oggi, le associazioni di difesa dei diritti dei bambini domandano conto ai poteri pubblici e privati. Primi avvisi: le gerarchie che «coprono» i loro subordinati, in particolare negli ambienti educativi ed associativi.
Perchè molti dei pedocriminali scelgono delle professioni che loro permettono di essere in contatto permanente con dei bambini. E' sufficiente di spulciare la cronaca giudiziaria recente per convincersene.
Il 12 ottobre 1994, Vincent Maunoury, un educatore di 35 anni, è condannato a quindici anni di reclusione criminale, di cui un periodo disicurezza di dieci anni, per violenze ed attentati al pudore su una quindicina di bambini, bambine e ragazzi. Il 14 ottobre, un pompiere diSanary, animatore dell'associazione sportive locale, è condannato a diciotto anni di prigione per aver violentato, durante quattro anni, una bambina; allora sostituto sostitutocapo del posto di soccorso della città,lui aveva minacciato la bambina di licenziare suo papàse lei non si mostrava docile. A Parigi, il 2 dicembre, c'era un altro animatore dell'associazione che era stato inviato a giudizio.
A Nizza, il 16 dicembre, si trattava di un impiegato, come per caso allenatore volontario di football, che era stato accusato di aggressioni sessuali da due giocatori che avevano 9 anni.
Più conturbante ancora: nulla che a Parigi, due direttori di scuola elementare pubblica sono attualmente inviati a giudizio per atti pedofili.
Tutti questi perversi che hanno la professione di occuparsi di bambini - circonstanze aggravanti in caso di aggressione sessuale - hanno spesso la reputazione di essere eccellenti pedagoghi e beneficiare della considerazione generale.
Loro si legano allora volentieri ed amichevolmente coi genitori dei bambini dai quali sentono attratti.
Strategia doppiamente perversa, perchè loro smorzano ogni velleità di sospetto dalla parte degli adulti e, giocando sulla ingenuità dei bambini, li imbavagliano. «Io ero persuaso che il direttore della colonia era d'accordo con i miei genitori, e che loro fossero d'accordo", racconta una ex-vittima, un uomo che aveva 23 anni e che non aveva mai potuto denunciare il suo aggressore.

LA DENUNCIA, POI CAMBIATA.

I pedofili hanno meno rischi anche in caso di sospetto.
Le istituzioni preferiscono allontanare il problema piuttosto che risolverlo.
Ciò è stata la «fortuna» di Michel Gauzi, direttore del collegio privato di Joigny (Yonne), indagato per aver aggredito sessualmente, non senza sadismo, e sembrerebbe, una quindicina di alunni.
«quest'uomo aveva già avuto delle difficoltà in un altro istituto diocesano, la scuola Thenard, di cui fu anche direttore, accusa Nouria Grundler,madre di uno dei bambini.
I responsabili diocesani hanno regolato il caso in modo molto clericale, proponendogli un altro posto, la direzione di Joigny.» Sei mesi prima dell'arresto di Michel Gauzi, un suo aiutante, preso dai sospetti, allerta l'amministrazione del collegio: così è licenziato. Spingendo all'estremo la perversità, Gauzi lascia intendere che quest'uomo è « troppo oppressivo coi bambini».
Argomento classico tra i pedofili, che si presentano spesso come dei militanti antipedofili.
«Mio figlio piangeva regolarmente, racconta Nouria Grundler.
Lui non voleva più ritornare in collegio, senza spiegare il perchè.
Io ho pensato al racket, alla droga, alle violenze tra bambini, a tutto salvo che a quello.»
Il 12 giugno 1992, Gauzi è arrestato su denuncia di un altro allievo.
Lo stesso anno, un sorvegliante della scuola Thenard, un altra volta reclutato da Gauzi, è indagato anche per pedofilia, lo stesso anche un insegnante della scuola Saint-Joseph: tre istituzioni su quattro della diocesi si sono sporcati con questo genere di crimini.
Ciò non impedisce i responsabili diocesani di licenziare subito la nuova direttrice di Joigny, colpevole, lei, d'aver mandato alla giustizia delle foto pornografiche scoperte nel collegio durante un trasloco.

IL NON VEDERE COMPRENSIVO

A Parigi, Michel Guillereau, direttore della scuola elementare pubblica della strada Milton, ha, anche lui, beneficiato di un certo non vedere comprensivo.
Vittima dei suoi piccoli giochi durante tre anni, un bambino ha finito per impazzire l'anno scorso: «Io posso parlare, sospirare un giornoprima dell'entrata nel suo collegio, perchè io so che non ritornerò più in questa scuola.»
I genitori fanno denuncia e scoprono, inorriditi, che un certo numero di educatrici sospettavano pratiche particolari del loro direttore; lui aveva piazzato un materasso nel suo studio, che faceva anche da infermeria.
Questi insegnanti hanno,in seguito, ingenuamente dichiarato al giudice che loro avevano insistito per lasciare la fotocopiatrice presso il direttore, «per tentare di sorprenderlo».
La portinaia della scuola, lei, aveva prevenuto la sua gerarchia, nell'occorrenza il municipio del IX distretto, facendo denuncia : le hannoproposto di lasciare la scuola.
Più sconvolgente ancora: Guillereau dirigeva precedentemente la scuola Saint-Merri, a Parigi. Là, una petizione dei genitori di allievicontro i suoi gesti equivoci aveva provocato il suo licenziamento.

L'Educazione nazionale aveva reagito nominandolo alla presidenza della scuola della strada Milton, ciò che sembra più una promozioneche una sanzione. Pertanto, Michel Guillereau aveva un passato. Insegnante cooperante al Qatar, lui era stato rimpatriato, nel 1986, dopo un caso simile.
Il suo dossier era stato innocentizzato dal Quai d'Orsay, che L'Express ha interrogato a questo proposito. Senza ottenere nessuna risposta.
Il ministero dell'Educazione nazionale, lui, non si interessa di rispondere seriamente.
Georges Bernede, direttore aggiunto dei licei e collegi, invoca lo spettro dell'errore giudiziario: «Vi ricordate del film d'André Cayatte ??che si vedeva un insegnante ingiustamente accusato!»
Argomento confutato dallo psichiatra Bernard Cordier: «I bambini inventano raramente e, se lo fanno, finiscono genralmente per darsi la zappa sui piedi.»
Più seriamente, Georges Bernede spiega: «Il ministro non può diffondere una circolare esigendo che ogni pedofilo venga escluso.
Bisogna che l'ispettore verifichi la veridicità dei propositi del bambino, prima di trasferire eventualmente l'interessato davanti al consiglio di disciplina..»
Visibilmente imbarazzato lui proseguì: «Quando un insegnante è sospettato di essere a rischio, la migliore soluzione consiste, senza dubbio, di dargli un lavoro amministrativo... In ogni istituzione, è ripugnante non regolare questi problemi al loro interno.» E' ripugnante certo. Alla faccia della legge.
I bambini, pertanto, sono gravemente esposti alle aggressioni sessuali dei pedocriminali. Come riprova, questo rapporto di un esperto del tribunale: «Gravemente sconvolto da quello che ha subito, X. ne conserverà delle conseguenze per tutta la vita.»
A dispetto del Codice penale,che non ammette la nozione del consenso quando uno è minore di 15 anni durante una causa, i pedocriminali vogliono credere e far credere che le loro vittime sono d'accordo.
Di colpo,i bambini si sentono, a torto,i complici dei loro aggressori, che li rinchiudono in una verosimile prigione psicologica alternando minacce e seduzione. Quando loro riescono a rompere il silenzio questi bambini devono ancora convincersi che loro hanno ben subito dei gesti sconvenienti che,nel caso di abuso, non sono sempre facili da provare.
Questa non è la minima difficoltà contro la quale si urtano gli inquirenti Popolazioni estremanente eterogenee nei loro comportamenti, i pedofili sono difficili da identificare; gli uni non si interessano che ai bambini , gli altri alle bambine, degli altri infine, a tutti e due i sessi.
Il Dr Cordier distingue tre tipi: i proseliti, che invocano argomenti pseudoculturali e militano per la depenalizzazione della pedofilia e nel nome dei diritti dei bambini che acconsentono al piacere sessuale.
Gli «inibiti colpevolizzati», che comperano sotto il mantello delle riviste ed intavolano relazioni pretestuosamente affettive coi bambini.
Infine, i deficenti intellettualie gli immaturi, che hanno l'età mentale delle loro vittime.

PROSTITUZIONE EMBRIONARIA

Alcuni pedocriminali non passano all'atto che raramente; degli altri,centinaia di volte nella loro carriera. Gli uni si sforzano di attaccarsi a dei bambini per delle relazioni durature, altri cercano incessantemente altre vittime.
La gran parte sono degli isolati. «Non esisterebbe in Francia delle reti organizzate», afferma il commissario Tricard, capo della brigataper i minori della prefettura di Parigi.
Questo però può succedere che si raccolgono in piccoli gruppi, che si scrivono tra loro,scambiandosi dei video.
Loro arrivano anche,talvolta,a scambiarsi i bambini, come quelle sei persone giudicate a Epinal, il 23 gennaio. Molti pedofili che hanno la mania di farsi foto e di fotografarsi assieme alle loro vittime, non disdegnano di evidenziare con gli altri le loro doti e le loro «conquiste» rispettive. Esiste una prostituzione infantile embrionaria, alcuni amanti non esitano a proporre dei soldi a bambini di città in difficoltà o a giovani di trascinare questi bambini a porte Dauphine, al Trocadéro o sui marciapiedi di Montparnasse,o dentro altri luoghi(vedere le testimonianze p. 95). I poliziotti non credono ad una prostituzione organizzata.
Pertanto, François Galante, ex-direttore del servizio educativo del tribunale per la difesa dei bambini di Parigi, suppone l'esistenza divie preferenziali chealimentano il mercato della prostituzione tra giovani minori, in particolare dei Magrebini clandestini.
I poliziotti concentrano i loro sforzi sulla pornografia infantile.
Ma loro rimpiangono,in privato, l'imprecisione della definizione giuridica del porno. «Noi passiamo il tempo, dice uno di loro, ad arrestare degli autori od editori di immagini che noi consideriamo, nel loro insieme, come pornografici. I giudici li rilasciano, considerando, nel loro contesto, che queste immagini sono artistiche.»
Il mercato francese della pornografia infantile «soft», largamente nelle mani dei pedocriminali usciti dall'estrema destra, è molto in movimento e cangiante.
La legge francese vieta anche ai poliziotti di intrappolare i pedoporno via Minitel: «Se io gioco al cliente per scoprire il venditore, s'indigna un ispettore, il giudice archivierà la procedura per provocazione''.
Pertanto, non è per me che la cassetta porno è stata fabbricata; io non ho creato il delitto.» Questo dicono, i poliziotti si sono giàserviti di Minitel per risalire ai veri colpevoli.
Grande sbaglio dell'organizzazione specializzata, la polizia francese è relativamente sprovvista di mezzi di fronte ai pedocriminali.La giustizia poi non è meglio preparata, agli occhi delle associazioni.
Il magistrato Jean Cochard, presidente delle squadre d'azione contro lo sfruttamento sessuale, si ribella al muro di silenzio: «Dopo ilcaso del balletti blu, la giustizia è traumatizzata.
Quando qualche personalità di spicco vi è implicata, il muro che blocca è ancora più grande.»
L'amministrazione penitenziaria non è meglio armata.
Pertanto, dopo l'obbligo di cure istituite da Pierre Méhaignerie, si osserva un'agitazione che promette in questa amministrazione da lungo tempo paralizzata per mancanza di mezzi, l'inerzia ed il rifiuto degli psicoterapeuti di curare in carcere (vedere l'articolo de Sylviane Stein).
Come prevenire i passaggi all'atto ed i recidivi? La pedofilia, considerata dall'OMS come un «disturbo della preferenza sessuale», non si guarisce indubbiamente. Ma può essere canalizzata.dalla legge.
Dalle psicoterapie. E per mezzo degli anti- androgeni che indeboliscono le pulsioni sessuali «Ma non si può costringere a curarsi un pedofilo se lui non lo desidera,sottolinea lo psicanalista Jacky Bourillon, che segue dei detenuti a Caen. In questo senso, l'obbligo alle cure è un imbroglio.»
Prevenire, dicono soprattutto gli specialisti. Per uscire da questa suggestione, si dovrebbe «sensibilizzare ancora molto prima l'ambiente scolastico», propone il giudice Yvon Tallec, capo della procura dei minori a Parigi.
Già, i magistrati organizzano delle sessioni d'informazione degli insegnanti e dei direttori di stabilimenti. «Bisognerebbe lanciare una campagna nazionale, come si fa per l'incesto», rincara l'associazione La Voce del bambino.
La Francia si basa attualmente su un progetto di protocollo addizionale alla Convenzione dei diritti del bambino.
La campagna internazionale contro il turismo sessuale in Asia ha, per quanto sembra, aumentato un' indignazione che comincia a rivelarsi efficace. Un soprannominato Maurice Balland firmava, qualche mese fa, un appello alla mobilizzazione generale dei pedocriminali.
Davanti alle lobby dei «ben-pensanti» e questi «disgraziati bambini minacciati da mostruosi pedofili», questo araldo della causa deplorava l'indebolimento dei «gruppi» europei e si allarmava: «Da qualche tempo, la repressione si accentua in Francia.»
In realtà, gli aggressori dei bambini hanno per lungo tempo beneficiato di una indulgenza nutrita da discorsi pseudo-libertari. Dieci anni fail caso Coral - questo «luogo di vita» per disabili di cui gli animatori erano perseguiti per pratiche pedocriminali - aveva suscitato petizioni di sostegno firmate da squadroni di intellettuali.
Farebbero ancora oggi tutto questo? Senza dubbio ci sarebbe un grande silenzio.
Ma il silenzio,molte volte, è un crimine.



Gepost door: Morkhoven | 15-12-08

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QUALI LEGAMI TRA I CD-ZANDVOORT E IL DOSSIER DUTROUX ?
Il Werkgroep Morkhoven riconosceva un magistrato francese sui cd-della rete pedocriminale di Zandvoort in Olanda. Georges Zicot(caso Dutroux) pretendeva che questo magistrato era invece "un abitante diCharleroi". La Giustizia belga non farà inchieste su questo, ma perseguiteràMarcel Vervloesem del Werkgroep Morkhoven ...
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Giustizia : Le vetture del caso Dutroux a Nivelles - Gli indicatori del signor Zicot

Le Soir del 14 ottobre 2002

Il 14 ottobre 2002: La camera di consiglio di Nivelles esamina,da lunedì, le pagine « vetture » del dossier Dutroux. Marc Dutroux sarà il più mediatico tra loro, ma è Georges Zicot, l'anziano membro della polizia giudiziaria di Charleroi, che sarà, una settimana più tardi, il personaggio centrale di questa sessione straordinaria.

La giustizia vuole rinviare in tribunale penale dieci indagati nel primo giro dei quali Georges Zicot, il suo collega péjiste Pascal Prevedello, Marc Dutroux, il garagista carolingio Gérard Pinon, Roberto Romano, Mario Greco, Pierre Rochow, Philippe Divers e GiuseppeSperlinga, così come l'assicuratore della Royale Belge Thierry De Haan.

L'essenziale del dossier gira attorno ad un camion Iveco dalla firma Fabricom, contenente cavi elettrici, rubato nel settembre 1995 a Braine-L'Alleud. Pierre Rochow e Philippe Divers sono incolpati per il furto del veicolo e Dutroux colui che avrebbe ordinato il furto per ricettazione.

Gérard Pinon, informatore della PJ di Charleroi, aveva informato Georges Zicot che il camion era nascosto in un hangar che gli apparteneva ma che era affittato dalla sposa di Dutroux.

Con l'accordo dell'assicuratore Thierry de Haan, Georges Zicot, che sperava di risalire la fila dei trafficanti, avrebbe redatto dei falsi processi verbali indicando notoriamente che il camion era stato trovato a Ransart e non a Lodelinsart.

Ma qualche giorno prima la compagnia di assicurazione non indennizza il pregiudicato, il camion era stato trovato abbandonato su una pubblica via.
Dutroux, pensava che il camion era stato spostato da Rochow et Divers, e si era vendicato sequestrando i due giovani a Jumet nel novembre 1995. L'uno dei due riesce a scappare e denuncia Dutroux. Questo sarà finalmente arrestato nel dicembre del 1995, quando le due piccole ragazze Julie e Melissa si trovavano già nella cantina della casa sua a Marcinelle.
E' durante questa prigionia che le ragazze avrebbero trovato la morte.

Poca ortodossia?
La problematica degl iinformatori della polizia costituisce uno dei cardini principali di questo dossier.
Zicot, che ricorrerà abbondantemente ai suoi informatori, presentava una percentuale di chiarimenti largamente superiore a quelli dei suoi colleghi, ma gli inquirenti avevano il presentimento che che lui non utilizzava sempre dei metodi di una esemplare ortodossia.

Dei soldi circolavano tra poliziotti ed informatori. Da dove provenivano ? Come erano distribuiti ? L'interesse personale non era a volte superiore alla ricerca della verità ?
In questo dossier, gli inquirenti hanno chiaramente constatato che il tasso di spiegazioni era proporzionale alle somme in gioco.

La camera di consiglio di Nivelles,che si svolgeva a porte chiuse, prenderà tutta una settimana per l'esame di questo voluminoso dossier (70 casse,100.000 pagine). In teoria, la giornata di questo lunedì sarà consacrata al rapporto del giudice istruttorio Elslander.
Quella di martedì sarà consacrata alla requisitoria del sostituto del procuratore del Re Jean-Marc Trigaux.

L'insieme delle misure preventive rappresenta 27 pagine che parlano di stato di falso,d'uso di falso, di furto, di imbroglio, di sottrazioni, d'abuso della confidenza, di ricettazione ed associazione a delinquere.
Molti avvocati dei criminali hanno fin d'allora già fatto sapere che loro reclameranno un non reinvio dei loro clienti davanti al tribunale penale.

Jean Vandendries
(Le Soir)

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Craca di una inchiesta soffocata.

Georges Zicot: Questo ispettore della polizia giudiziaria di Charleroi,di 45 anni, è stato presentato come il protettore possibile di Marc Dutroux, ciò che Georges Zicot ed i suoi avvocati smentiscono.
La prova principale della " furti di vetture " aperta a Neufchâteau, il poliziotto si dice vittima della guerra delle polizie tra loro e che vede la PJ contro la gendarmeria. Georges Zicot ha messo assieme un falso PV nel caso del camion rubato, permettendo così a Gérard Pinon (vedere più sotto) di ricevere un premio d'assicurazione.

Gérard Pinon: Questo commerciante è il proprietario di un hangar dove il camion rubato dalla banda Dutroux lo aveva nascosto.
Pinon era un collaboratore dell'ispettore Zicot.
Lui aveva denunciato Weinstein e Dutroux al poliziotto che,per proteggerlo, aveva redatto un falso PV, indicante che il camion rubato era stato trovato su una pubblica via.
Gérard Pinon era stato denunciato agli inquirenti di di Neufchâteau da Marc Dutroux.
Questo qui sosteneva che lui l'aveva aiutato ad assassinare Bernard Weinstein, ciò che il commerciante negava ferocemente.

Michel Diakostavrianos: Questo garagista denominato" Michel Il Greco " è implicato nei due fatti principali del dossier Dutroux :
le morti ed i rapimenti dei bambini e l'assassinio di Bernard Weinstein. Interpellato più volte prima di essere arrestato dal giudice Connerotte, Michel Diakostavrianos vendeva pneumatici d'occasione, raccattati in Germania. Lui frequentava i dancings della regione diCharleroi, accompagnato dalle figlie originarie della Slovacchia, il paese nel quale Marc Dutroux ed i suoi complici andavano regolarmente.
Una commissione rogatoria belga era andata in Slovacchia.
Questa aveva indagato sulle attività di Dutroux : pornografia e prostituzione.

Claude Thirault: Incolpato per associazione a delinquere, questo anziano locatario di Dutroux porta delle gravi accuse contro la gendarmeria :
Nel 1993, Dutroux, che sapeva di aver bisogno di soldi gli propone 150.000 F per rapire due ragazzine. Io ho allora denunciato Dutroux alla gendarmeria di Charleroi di cui ero informatore.
Io ho parlato dei lavori che lui faceva nelle sue case.
Io ho dato la targa della sua vettura. Perchè non hanno verificato ?
Affermazioni della gendarmeria smentiscono categoricamente.

Pierre Rochow: Implicato nel caso del camion rubato, Pierre Rochow era stato sequestrato con un amico ed una ragazza da Dutroux e Weinstein, che gli rimproveravano di aver doppi amici ed infidi.

Thierry Dehaan: Padrone del servizio dei " casi speciali " della Royale belga, lui è stato sospettato di imbroglio all'assicurazione avendo fatto ottenere un premio di 150.000 F a Pinon per la restituzione del camion rubato. Un procédimento che beneficerà, afferma Dehaan, dell'accordo della compagnia.

(Le Soir, 28.12.96 - Asbl Julie et Mélissa, N'oubliez pas! - Rue Gustave Baivy, 30/6 - 4101 Jemeppe-sur-Meuse Tél. (répondeur) : 04/231.24.11 - Fax: 04/231.20.93 - E-mail: julie.melissa@tiscali.be - Compte : 240-0285928-73 )

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1060 Sint-Gillis
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Ecrivez Marcel Vervloesem:

Gevangenis Brugge
t.a.v. Marcel Vervloesem - Medisch Centrum - Kamer 6.104
Legeweg 200
8200 Sint-Andries - Brugge (België-Belgique)
Tel: 050 45 71 11 - Fax: 050 45 71 89
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Gepost door: Giovanni | 06-01-09

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L'omicidio di Marcel Vervloesem sarà truccata in eutanasia
Marcel Vervloesem ha chiesto l’eutanasia il 14 novembre scorso, perchè l'amministrazione della prigione non autorizza i trattamenti necessari per alleviare le malattie terminali. Lui fermerà l'assunzione di medicine il 1° febbraio, incoraggiando un suicidio, che gli è presentato come una eutanasia. Lui è stato imprigionato dopo il 5 settembre, per dei crimini che non era fisicamente capace di compiere, nel quadro di un dossier dove lui espone la corruzione che copre la prostituzione sessuale infantile.

L’eutanasia in Belgio, non è legale se non quando è approvata dalla Commissione dell’Eutanasia, composta da otto medici, quattro avvocati o un professore di diritto e quattro persone che si occupano delle problematiche delle persone in stato terminale. La domanda deve essere formulata volontariamente,riflettuta, ripetuta e senza pressioni esterne.

Solo le pressioni esterne ripetute per il rifiuto di cure, che motivano le sofferenze acute a Marcel Vervloesem, motivano così la sua domanda.

Un medico della Commissione dell’Eutanasia gli aveva risposto che bastava che lui sospendesse le sue medicine per andar oltre il permesso di ottenerla. Pertanto, la sua missione comporta l'obbligo di segnalargli i trattamenti o le cure palliative suscettibili di dargli conforto. Marcel Vervloesem non ha ricevuto alcun avviso. Nel frattempo, gli è stata tolta la parte gangrenosa del muscolo e dell'osso, come risultato della mancanza adeguata di cure. Lui è stato trasferito fuori del centro medico dopo aver deciso questa falsa eutanasia, poichè è stato privato del trattamento per una recidiva della cancrena.
Un'amputazione causa grandi sofferenze, soprattutto con un piede ammanettato. Lui non sopporta più questi trattamenti.

La Fondazione Princesses de Croÿ et Massimo Lancellotti, il Werkgroep Morkhoven e tutte le ONG che lo accompagnano, protestano con forza contro queste omissioni colpevoli che incitano Marcel Vervloesem al suicidio. La giustizia belga ha già dichiarato che spingere qualcuno al suicidio è suscettibile di procedimento giudiziario per omicidio colposo. Le proteste ripetute dopo il luglio 2008, contro questa incarcerazione che deve condurre quest'uomo a morire, non permettono di pensare ad un accordo preterintenzionale coi medici.

Il Dr Van Mol, medico capo di tutte le prigioni belghe, sembra prepararsi ad un nuovo suicidio alla prigione di Bruges, a dispetto dell' ondata di suicidi in dicembre. L'inchiesta della Fondazione Princesses de Croÿ et Massimo Lancellotti ha condotto a constatazioni allarmanti. Ieri, Marcel Vervloesem ha telefonato al Wergroep Morkhoven, dicendo che era stato minacciato da un direttore di questa prigione, che gli ordinava di far pressione sulle domande fatte e questioni sul Dr. Van Mol perchè fossero ritirate da Internet, in difetto di ciò avrebbe subito conseguenze prevedibili. Questo medico ha tutto il divertimento di domandare il diritto di risposta. Nulla dunque giustifica queste minacce su un prigioniero, che non ha alcun diritto decisionale su questa inchiesta.

La Fondazione ha già accettato di togliere un articolo da Internet, però con la condizione di alleviare la vita di Marcel Vervloesem. L’accordo è stato interrotto, poichè la falsa eutanasia è programmata per ammazzarlo verso il 10 febbraio. Lui è stato avvisato dell'intenzione di vietare le visite dei membri della sua ONG, sotto il pretesto di un rischio di sicurezza, cioè notoriamente di una "principessa dannosa."

Jos Vander Velpen, avvocato del foro di Anversa e presidente della Lega dei Diritti dell’Uomo in Fiandra, farà visita a Marcel Vervloesem questa settimana.

La Ligue ignorava ciò che succedeva nella prigione di Bruges, fino alla testimonianza di Marcel Vervloesem. Le famiglie dei prigionieri ed i visitatori delle carceri parlano con incredulità di tutte queste violenze e soprusi.

Una parte della stampa riprende la sua campagna diffamatoria e di incitazione all'odio verso Marcel Vervloesem, tagliando le informazioni delle parti più scabrose. Lui è stato condannato per violenze sessuali, dicono, ma nascondono al tempo stesso che è stato condannato per la violenza sessuale di un giovane, oggi maggiorenne, che ha ritirato la sua denuncia dicendo che lui ed i suoi amici avevano mentito sotto gravi minacce.

Altre pressioni si leggono su Internet, per prevenire che il Ministro della Giusitizia, accordi una fine umanitaria a Marcel Vervloesem, con un braccialetto elettronico, in attesa del giudizio del tribunale europeo dei diritti del l'Uomo. Nulla può giustificare di togliergli questo diritto. Lui è fisicamente incapace di commettere un crimine e lui è innocente, tanto che l'Europa rifiuterà la legalità di aver condannato un uomo sulla base di un dossier incompleto.

In effetti, l'articolo 11 della Dichiarazione universale dei diritti dell'Uomo precisa che ogni persona accusata di un crimine è presumibilmente innocente fino a che la sua colpevolezza è legalmente stabilita nel corso di un pubblico processo dove tutte le garanzie necessarie alla sua difesa gli sono state assicurate. Raf Jespers, l'avvocato di Marcel Vervloesem contesta che le garanzie necessarie alla sua difesa gli sono state assicurate, tra l'altro il fatto gravissimo che 42 pezzi giustificativi per la sua difesa sono stati stranamente rubati dal dossier.


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Gepost door: Jan Boeykens | 14-01-09

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Lotta contro la pedocriminalità: 'libertà di stampa'

Bruxelles, 13.1.2009

Wendy, la figlia dell'attivista Marcel Vervloesem, incontra lunedì prossimo l'avvocato di Marcel per la prima volta.
Questo avvocato sembra ora avere la volontà di impegnarsi. Marcel ci dice che possiamo contattarlo,se è necessario.
Io gli ho già inviato delle informazioni ed una nostra missiva col nostro punto di vistaIo gli ho anche inviato un articolo di un prigioniero che era morto nell'ottobre 2008 nella prigionee di Bruges.
La giustizia avrebbe dovuto aver iniziato un'inchiesta...........

La Lega dei Diritti dell'Uomo si interesserebbe finalmente al nostro lavoro circa le circostanze delle prigioni e seguire ora attentamente il caso di Marcel (se non muore prima).

Wendy ha contattato la scuola della figlia Sanne, perchè sua figlia Sanne era presain giro dalla mattina alla sera dagli altri bambini che ripetevano quello che lei aveva già sentito per 11 anni, grazie alla pretesa « informazione manipolata » via radio, televisione e dai giornali. 'Tuo nonno è un pedofilo', gridavano da mattino a sera i bambini.

Sanne aveva troppo dispiacere e non poteva dormire come fanno tutti i bambini. Lei cominciava a subire quello stress che le maestre snobbavano e piangeva spessissimooltre che aver grossi pensieri di tristezza.
Finalmente la direzione della scuola si è svegliata ed anche la giustizia che avrebbero promesso di fare qualche cosa per questa situazione di stress che tutti avevano sotto gli occhi da sempre . La domanda è cosa si può fare ?
( Tantissimo, propone il dottor Gagliardi, psicoterapeuta italiano :
-insegnare ai bambini che il rispetto degli altri è un dovere, non una rarità,
-insegnare ai bambinì che tutto quello che si legge sui giornali, alla radio, televisione, molte volte è falsato e
-citare esempi concreti di corruzione di autorità di ogni tipo, non è difficile trovarli, nemmeno in ogni nazione),

L'agenzia di stampa Belga, dove si trova una persona che lavorava come portavoce del tribunale di Anversa, ha iniziato da qualche anno, a mettere assieme un piccolo ufficio di stampa cone le sue informazioni giudiziarie, ieri parlava di nuovo, a ruota libera, del 'pedofilo Marcel Vervloesem' che si presentava falsamente come un attivista della lotta contro la pedofilia'.
Marcel è stato ancora una volta in più nominato come ' l'autodefinitosi cacciatore di pedofili'.
Questo messaggio di Belga è quasi automaticamente ripreso dai vari gruppi dei mediae i giornali che ne fanno parte delle Fiandre. Nella Fiandre sono tutti abbonati a Belga.E come portavoce faceva dei suoi messaggi del proprio ufficio stampa, i messaggi ufficialidi Belga che sono venduti all'agenzia di stampa Olandese (ANP) che poi li vende ai vari gruppi di media in Olanda.
E' quindi un circolo vizionso ed io penso che che ogni sorta di informazione arriva così anche ai cittadini ignari dei vari giri.
C' è pure un controllo ed una censura totale delle autorità belghe.

Che questo portavoce del tribunale di Anversa lavori sempre per l'agenzia di stampa Belga, non è senza conseguenze nel caso di Marcel.
Come voi sapete, è proprio al tribunale di Anversa in cui i cd-della rete pedoporno di Zandvoort sono inspiegabilmente scomparsi, come il Consiglio Superiore della Giustizia ha constatato e scritto in merito.
E' stato pure il tribunale di Anversa che ha qualificato il caso Zandvoort come una bolla di sapone scoppiata.
E' stato il tribunale di Anversa che ha condannato Marcel senza tener conto dei furti nel suo dossier e delle conclusioni dei suoi avvocati.

In Belgio si parla di una giustizia 'imparziale' e di una 'separazione dei poteri'.
Ma come voi avete potuto constatare nel caso Vervloesem e lo scandalo del caso della banca Fortis, questa 'imparzialità della giustizia' e 'la separazione dei poteri' esiste solo, magari, sulla carta.

Da anni ed anni in Belgio, i magistrati sono nominati dalla politica del momento e nel caso di Marcel, Il procuratore del tribunale di Turnhout che ha fatto sparire le testimonianze a favore di Marcel, è stato al presente nominato per un periodo di 7 anni dal... Consiglio Superiore della Giustizia che non avrebbe alcun potere nel condurre inchieste sulla scomparsa di documenti e di materiale d'inchiesta nei tribunali.
Si può agevolmente dire che è stato creato un sistema giudiziario che permette la più grande corruzione legalizzata.

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Gepost door: Morkhoven | 15-01-09

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Il traffico dei bambini: Belgio

U.S. Department of State

Belgium Country Report on Human Rights Practices for 1997

Pubblicato dal Bureau della Democrazia,
Diritti umani, e lavoro
Gennaio 30, 1998

In gennaio 1998, il governo americano ha redatto un rapporto sulla situazione belga sui diritti del minore e che stabiliva che la nazione era un punto di destinazione e di passaggio per il traffico dei bambini, e dove la prostituzione dei minori vi era pure riconosciuta. Questo fatto rinforza l'avviso preciso di Marc Verwilghen, ex-presidente della commissione Dutroux, ex-ministro della giustizia e che aveva scritto tutto ciò il 15/10/1996 al presidente del Werkgroep Morkhoven : "Gli avvenimenti di queste ultime settimane non lasciano alcun dubbio sulla realtà dei circuiti di immagini pedo-pornografici e della prostituzione di minori in Belgio."

Il documento annnuncia anche e che di fatto il processo Dutroux non si farà prima del secondo semestre 1998. Questo non inizierà prima del secondo trimestre 2004, secondo Marc Dutroux: stando il fatto che lui non era se non che un procacciatore di minori per una certa elite di politici, giudici e poliziotti.

I minori

Il Belgio ha delle leggi molto corrette per la protezione del minore ed il governo cerca sempre di ottimizzarle. Le comunità francofone e fiamminghe hanno delle agenzie che si interessano delle necessità dei minori. Il governo e le associazioni private forniscono rifugio e consiglieri per i minori che sono stati fisicamente o sessualmente violentati. Il governo fornisce l'educazione obbligatoria fino all'età di 18 anni.

Nel 1995 il governo ha decretato delle leggi concepite per combattere la pornografia infantile aumentando le pene per detti crimini e per le persone in possesso di materiale pedocriminale. La legge permette pure la condanna dei Belgi che commettono tali crimini anche all'estero. Un'altra legge del 1995 implica che i criminali condannati per abuso sessuale sui minori non possono ricevere la libertà con la condizionale senza prima aver ricevuto un trattamento preliminare da parte di specialisti, e devono continuare le sedute ed i trattamenti anche dopo essere stati liberati.

Il Belgio è un punto di destinatione e di passaggio per il traffico di donne e minori. Prima del primo semestre del 1997, 120 minori di 37 paesi differenti sono stati importati nel paese, ed il più grande numero proveniva dalla Romania (21).

Nel 1996 le autorità scoprivano una pornografia pedocriminaleinfantile e un legame stretto del traffico. La ricerca poliziesca su questo legame è continuata anche nel 1997. Cinque persone sospette sono state incarcerate; in seguito, il loro processo sarebbe stato poco probabile che avesse inizio prima della metà del 1998.

Una commissione parlamentare ha continuato a studiare i legami di corruzione e di complicità nell'applicazione della legge e del sistema giuridico. In dicembre nessun membro di potere giudiziario o ufficiale di polizia non era stato imprigionato o perseguito per una complicità legata ai traffici di pedocriminalità.

In risposta al furore pubblico concernente il trattamento dei casi di pedocriminalità, il governo ha istituito un centro per i minori scomparsi o trafficati. Il primo ministro ha nominato un presidente ed un consiglio di amministrazione del centro in maggio ed il centro è stato aperto a dicembre.

I minori hanno il diritto alla parola davanti ai tribunali che discutono i loro casi, egualente nei casi di discussione di divorzio. La legge dichiara che un minore è capace di comprendere e può domandare di essere ascoltato dal giudice, o un giudice può domandare un riscontro con un minore.

La prostituzione dei minori è di un'estensione limitata, ma a seguito delle raccomandazioni di un rapporto governativo del 1994, la polizia ha ricevuto istruzione sul come essere particolarmente attenti nel combattere questa prostituzione soprattutto per quelli che sembrano essere dei minori di 18 anni.

Gli abusi sui minori non corrispondono ad alcuna appartenenza sociale definita.

----------------------------------------

Interview Marcel Vervloesem:
- http://video.google.fr/videoplay?docid=-2677403120088841377&hl=fr
- http://video.google.fr/videoplay?docid=7841199076199452674&hl=fr
- http://droitfondamental.eu/001-meurtre_d_un_hero_flamand_Jour_J-2-FR.htm
- http://droitfondamental.eu/001-meurtre_d_un_hero_flamand_Jour_J-2-FR.htm

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Gepost door: Morkhoven | 18-01-09

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solidarietà
Van: alberto.sala
Aan: werkgroepmorkhoven
Datum: 23 jan. 2009
Onderwerp: solidarietà

Torrvecchia Pia 23 gennaio 2009

Gentili Signori,

sono Alberto Sala, Presidente dell'Associazione "PICCOLO
ALAN" ONLUS e Responsabile della Comunità Familiare "Il
rifugio di Alan", per bambini e bambine vittime di abusi,
violenze e maltrattamenti. Da mesi sono in contatto con
l'Associazione SON Antiplagio di Novara. Condividiamo la
vostra lotta e vogliamo esprimere la nostra vicinanza a
Marcel e alla vostra Associazione. Faremo tutto ciò che
ci è possibile per portare a conoscenza quest'ingiustizia
al maggior numero di persone, sostenendo qualsiasi
iniziativa facciate in coordinemento con le altre
Associazioni italiane che già vi hanno espresso la loro
solidarietà.

Portate, quando possibile, la nostra preghiera e la nostra
vicinanza a Marcel. Grazie di tutto.

Alberto Sala
Presidente Associazione "PICCOLO ALAN" ONLUS

Gepost door: Morkhoven | 23-01-09

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Lega dei Diritti Umani
Marcel non avrà più per un mese il diritto di visite, solo da Wendy attraverso il vetro però, e non potrà più chiamare e probabilmente ricevere o inviare lettere.
Della Lega dei Diritti Umani sarebbe venuto qualcuno a trovare Marcel, ma non si è fatto vedere (Jos Vander Velpen).
Jan chiede all'avvocato cosa intende fare. Io subito ho mandato una dura lettera a diversi indirizzi di questa Lega e sto aspettando risposta. Ora vedo cos'altro fare.

Ciò che è più che chiaro che si inventano punizioni, solo per ottenere il suo silenzio, dettato dall'alto. Tagliato fuori per un mese significa che una volta passato il mese Marcel starà già sotto terra da giorni. Loro lo sanno.
Sono convinta anche che gli diedero 4 anni e non 3 anni perché in tal caso avrebbe avuto diritto al controllo elettronico a casa.

Gepost door: Morkhoven | 23-01-09

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Guantanamo a Bruges
Grazie mille F.
Ci fate molto piacere sostenendoci.
Marcel è ora pesantemente sanzionato dalla Commissione delle Sanzioni di Guantanamo a Bruges.
Prima Marcel aveva tutto il tempo con un grosso castigo, ma si era nascosto l'intervento della loro 'Commissione'.
Marcel era stato per 3 volte rinchiuso in cella di isolamento. La prima volta era stato per 32 giorni, 24-ore su-24-ore, senza contatti con gli altri prigionieri senza diritto di visita e senza posta, senza televisione,come un cane.
L'ultimo isolamento della settimana scorsa era il risultato delle nostre pubblicazioni concernenti un certo Van Mol, il direttore generale della salute delle carceri del Ministero della Giustizia. Quest'uomo aveva falsificato il dossier medico di Marcel per tenerlo in prigione.
Durante il suo isolamento senza cure mediche, Marcel era stato minacciato da un direttore della prigione che gli aveva detto: Voi dovete far togliere dalle pubblicazioni su Internet quanto concerne Van Mol o voi andate ancor più davanti alla commissione delle sanzioni'.
Marcel ci telefonò e ci domandò se potevamo togliere certe cose da Internet ma noi non eravamo d'accordo.
Dopo qualche giorno di isolamento si portava Marcel di nuovo al centro medico dove gli era rifiutato di andare nella sala fumatori.
Marcel che era giustamente isolato e ricattato, aveva un attacco di panico e farmava i suoi trattamenti.
Era giustamente ciò che i suoi nemici volevano.
Si faceva quindi un rapporto di sanzione e Marcel era obbligato ad andare davanti alla Commissione delle Sanzioni che approfittavano per vendicarsi sul Werkgroep Morkhoven.
Risultato che Marcel può solo avere la visita di sua figlia Wendy che, con tre bambini, è quasi nell'impossibilità di recarsi a visitarlo perchè abita a Turnhout.
Wendy può solo vedere suo padre attraverso un vetro.
Questo continua da un mese.
Marcel non può telefonare ed io ho l'impressione che le nostre lettere vengano bloccate (fortunatamente non tutte le lettere sono fermate).
Marcel che è un paziente terminale con tutte le sue malattie, e che voleva iniziare il 1.2.2009 con la sua eutanasia (per me è un tipo di suicidio provocato dalla giustizia, dall'egregio dott. Van Mol e dalla direzione della prigione) col fermare tutte le sue medicine e nel rifiutare ogni altra cura.
Allora ciò diventa veramente una catastrofe perchè normalmente deve prendere medicine per il cuore, ha una pompa per l'insulina; è da una settimana che una ferita non si chiude ed è infettata; ha inoltre le metastasi cancerogene; ha necessità di siero e di trasfusioni sanguigne; lo stato del suo diabete è molto brutto; ed i reni funzionano solo al 60% ....
E' scandaloso che si tenga un uomo così conciato in prigione e che si falsifichino persino i suoi rapporti medici per il Servizio dei Casi individuali del Ministero della Giustizia che può liberare qualcuno in base al suo stato di salute.
Io ho scritto delle lettere raccomandate al Ministero della Giustizia ed io ho inviato lettere concernenti ciò che sta succedendo.
Io ho domandato un'inchiesta approfondita su questi casi ed il furto (constatato dal Consiglio Superiore della Giustizia) dei documenti a sua discarica del dossier penale di Marcel, ma io non ho ricevuto ancora nessuna risposta.
Questo vuol dire che il Ministro della Giustizia accetta il furto dei documenti e la falsificazione del dossier medico di Marcel da parte del'egregio dottor Van Mol.
L'Avvocato di Marcel ha promesso di 'fare qualche cosa' e di domandare più visite per Marcel.
Ciò non è veramente il massimo...
Io ho anche una lettera della Lega dei Diritti dell' Uomo che dice che non si seguono i casi individuali ma che si analizzano le situazioni strutturali delle prigioni.
E' veramente strano ciò perchè la medesima Lega ha fatto di tutto per liberare degli attivisti curdi che erano torturati nella prigione di Bruges.
L'Avvocato di Marcel che è membro di questa Lega, mi aveva più volte detto di aver contattato il suo amico-collega Jos Vander Velpen, presidente della Lega, ma la Lega mi ha scritto che non è mai stata contattata dall'avvocato di Marcel.
In ogni caso, se Marcel resta ancora troppo tempo in questa situazione ciò diventa senza ombra di dubbio la sua morte.
Voi poteter inviare una copia delle vostre lettere su Internet ed inviarmi le risposte?
Jan

Salutati da Jacqueline.

Jan Boeykens
Président du Werkgroep Morkhoven

--------------------------------

23.1.2009
Caro Jan,
Io ho ricevuto il vostro messaggio "Aiuto per P. P." and "I governi passano" a ciascuno dei rappresentanti delle due liste che mi hai mandato con il tuo messaggio.
L'assassinio di Marcel, Io spero che questo li attiverà.
In caso contrario posso inviarvi altri messaggi come quello del dottor Gagliardi che rende chiarissimo tutto quanto hanno fatto di brutto a Marcel.
Manderò anche quei messaggi all'Ambasciatore USA a Bruxelles e a Paris.
Io spero che Jacqueline e tu stiate bene nonostante i continui schoc o traumi per tutto quanto è stato fatto a Marcel ?
Con i più cari saluti,

Gepost door: Morkhoven | 24-01-09

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SOS DR. PROOT: Loro approfittano delle vostre ferie per torturare  Marcel fino alla morte
Els Deloof e Ronny Vandecandelaere, direttore e vicedirettore della prigione di Bruges (Belgio), hanno diretto la presidenza della commissione disciplinare di Marcel Vervloesem. Come lui è stato incarcerato al centro medico, e unicamente per ragioni mediche, il  regolamento non permette nessuna sanzione senza la presenza del suo medico curante, affinchè egli possa sopravvivere alle sanzioni. Loro dunque hanno aspettato le ferie del Dr Proot che lo protegge, per vietare ogni contatto telefonico ed ogni visita per un mese, a coloro che non avevano che otto giorni per dissuaderlo da mettere in atto un suicidio presentato dalla stampa come una scelta di "eutanasia voluta". Lui non è autorizzato che a vedere sua figlia,ma da dietro un vetro. Quelli che sono i più vicini al suo affetto, non potranno dunque più stringere le sue mani nelle loro, prima che queste diventino ghiacciate per la morte.

Marcel ha fermato l'assunzione di ogni medicina e continua a mangiare normalmente, e tutto ciò non può permettergli di sopravvivere oltre il 31 gennaio come tempo massimo. Lui è stato imprigionato per dei crimini che era fisicamente incapace di commettere, ed aspettando che la Corte  Europea dei Diritti dell’Uomo,con comodo,ne giudichi la validità. Lui ha rivelato il dossier Zandvoort, questione molto imbarazzante per il Belgio, tanto che lui portò prove di corruzione irrefutabili. Marcel aveva previsto che le autorità belghe l'avrebbero isolato da noi alla fine della sua vita e ci aveva detto:- Se voi non avete più notizie di me, è perchè io sarò rinchiuso qui sempre. Io spero di evitare le sanzioni normali in questa prigione, che consiste nell'essere denudato, i piedi e le mani ammanettate ai quattro spigoli di un letto. Lui non scherzava affatto. Queste pratiche gli sono state raccontate da altri giovani prigionieri.

Il centro medico della prigione di Bruges non ha nessun medico di guardia, ma chiama gli specialisti dell'ospedale di St Jean, secondo il loro umore del momento. L’ostruzionismo alle cure della salute che questi medici avevano prescritto per Marcel, l’ha condannato al blocco renale,al malfunzionamento di due valvole cardiache, ad essere amputato di una vasta zona di cancrena, poi ad una atrofia muscolare irreversibile. Smembrato vivente, con delle metastasi che non gli danno molta speranza di vivere a lungo, ogni sanzione arbitraria lo spinge verso un suicidio aiutato. La prigione non ha l'obbligo di domandare il consiglio di un medico, che quando una sanzione è decisa per ordine disciplinare, ma non quando questa nega i diritti dei prigionieri.

Il Dr Proot si era infuriato poichè lui non autorizzava più nulla per il minimo sbaglio. Lui era arrivato a convincere Marcel a rinunciare a quel suicidio, dandogli speranza di sopravvivere alle due prossime settimane in cui sarebbe stato operato a cuore aperto in condizioni umane. Lui gli aveva assicurato che non sarebbe più stato ammanettato all'ospedale, o esposto al ludibrio del pubblico, o mantenuto sveglio con le luci 24 ore su 24, come invece la prigione gli aveva imposto. Lui si era opposto a delle sanzioni arbitrarie, che consistevano nel vietargli ogni altra visita all'infuori della sua famiglia,quando sarebbe stato all'ospedale e che lui avrebbe ottenuto questo diritto per tre gruppi di amici o suoi volontari in più. Lui gli ha prescritto una cella individuale da cui lui poteva uscire otto volte al giorno per i suoi contatti sociali, di cui tre volte all'aria aperta per la sua salute e per stimolare il suo istinto di sopravvivenza. La prigione ha allora fatto un gioco di sanzioni arbitrarie perchè Marcel canbi la volontà di sopravvivenza.

Ronny Vandecandelaere, che ha una formazione di assistente sociale, l'aveva minacciato di sanzioni, se lui non arrivava a far togliere da Internet l’inchiesta pubblica sul Dr Van Mol concernente la sua autorità delle cure sulla salute dei prigionieri ed il termine "tentativi di assassinio", mentre continuavano ad incitarlo al suicidio. In risposta ad una domanda di liberazione condizionale per ragioni di salute, il Dr Van Mol, direttore generale della Salute Penitenziaria al Ministero della Giustizia, ha nascosto un suicidio e sei interventi chirurgici d'urgenza. Lui assicura che Marcel può essere curato in qualsiasi prigione, malgrado che altri medici siano di avviso totalmente contrario.

I siti  web che spiegano le pratiche nelle prigioni belghe hanno interamente analizzato tutto alla vigilia della commissione disciplinare, tra cui il peso non indifferente del diritto all'informazione. Poichè questa missione è normalmente affidata ai servizi della Sicurezza dello Stato e non al personale penitenziario, la decisione di spostare in avanti il suicidio di otto giorni, apparteneva tanto al ministero degli Interni, che a quello della Giustizia, parimente questa messa a punto terminale è stata affidata ad un assistente sociale.

Marcel non ha mai avuto il potere di pubblicazione o di censura su questi siti web. Lui l'ha domandato adesso per favore, atterrito dalle minacce di morire nudo e dilaniato. Noi gli abbiamo ricordato che lo Stato non ha mai mantenuto la più piccola delle sue promesse, nemmeno per iscritto. Al contrario, la giustizia l'ha piegato con delle promesse, per avere una copia dei decreti giudiziari suoi, poi si è liberata delle sentenze senza processo, poi l'ha perseguitato per aver avuto le sentenze delle copie giudiziarie. Da allora, la sua sola fortuna di morire con dignità, è stata di rifiutare i divieti imposti, e se la sua morte era inevitabile, ciò dovrebbe aprire gli occhi a coloro che hanno troppa paura per protestare.

 
Noi facciamo appello a Stefaan De Clerck, nuovo ministro della Giustizia Belga,per impedire un tentativo di assassinio programmato. Marcel Vervloesem deve essere ospedalizzato, ma non in segreto come le cinque volte precedenti, ma secondo la prescrizione del dottor Proot ed in rispetto ai diritti dei carcerati ammalati. Noi ci aspettiamo che distrugga il sistema che permette al suo Ministero di coprire le torture psicologiche dei prigionieri, gli ostacoli frammezzati per l'ospedalizzazione dei medesimi, ed in tempo per salvare loro la vita.

Noi ci rimettiamo a tutti coloro che sono in grado di raggiungere il Dr Proot, perchè intervenga con urgenza, affinchè esiga il rispetto delle sue prescrizioni affinchè il suo paziente sopravviva alle sue ferie. Ci si ricordi che Marcel Vervloesem è diabetico, con metastasi prostatiche, è in stato di aplasia midollare e non produce più globuli rossi, i suoi reni funzionano al 40%, il pancreas non funzionante, due valvole cardiache in attesa di essere sostituite dopo tre mesi di attesa ed una recidiva della cancrena. Lui si è staccato dalla pompa dell'insulina e non assume più medicine (14 compresse + antibiotici) dopo il 22 gennaio 2009. Noi domandiamo all'ospedale St Jean di inviare d'urgenza il sostituto del  Dr Proot alla prigione di Bruges, per prescrivere a Marcel un supporto psicoterapeutico di cui ha bisogno per convincerlo a vivere ed assicurarlo che non muore in prigione nudo ed ammanettato ad un letto, ma dignitosamente.

CC: A tutti i servizi dellospedale di Bruges.


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Luc PROOT
A.Z. St Jan
Department Algemene, Vaat- en Kinderheelkunde
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Gepost door: Morkhoven | 26-01-09

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Marcel Vervloesem in pericolo di morte
Bruxelles, il 24 dicembre 2009 - Mentre il Primo Ministro belga reclama uno "sforzo continuo" di lotta contro la corruzione e per l'applicazione dei Diritti dell'Uomo del nuovo governo AFGHAN e lui conduce la missione del suo ministro della giustizia, per assassinare Marcel Vervloesem, incarcerato per aver portato le prove della corruzione che copre lo sfruttamento sessuale dei bambini e dei grandi imbrogli. I medici hanno l'ordine di evitare l'ospedalizzazione...cio che ora significa, di assicurargli un coma diabetico irreversibile per disidratazione e di distruggergli i reni, se sopravvive allo scompenso cardiaco.

Marcel Vervloesem presenta attualmente i segni clinici di una disidratazione che necessita di urgenti trattamenti medici: quando il soggetto perde la vista e la sua pelle perde l'elasticità, al punto che un pizzicotto molto forte forma delle pliche sottopelle che non si spianano nemmeno quando si lascia. Lui ha perso otto kili in tre settimane. Il suo tasso glicemico ha superato la soglia del coma diabetico dopo 12 giorni. Lui vomita sempre e non tiene giù nulla.

Il controllo dei media è arrivato ad una lobotomia psicoeconomica massiccia. Più i funzionari hanno mansioni di responsabilità, e più aumenta la distanza che li separa dai prigionieri,ed ancor più diventano inumani. Il lavaggio del cervello compare nelle frasi ripetitive automatizzate, che loro ripetono uno dopo l'altro,da un ufficio all'altro. Solo i guardiani e gli infermieri della prigione sono infuriati. La loro professione è di assicurare una vita comunitaria giusta ed umana ai prigionieri, e non di sorvegliare un uomo che si sta assassinando perdisidratazione.

Nel 2005, Laurette Onkelinx, allora Ministro della Giustizia e dopo ministro della sanità, aveva cannato un primo tentativo di assassinio interdicendo di ospedalizzare Marcel Vervloesem. Alla domanda se era normale svegliare un soggetto cardiaco ogni quarto d'ora, una funzionaria aveva risposto: "Ma non è possibile, no si può svegliare uno ogni quarto d'ora : si va solo a vedere se è morto o no.".

Nel 2008, è Jo Vandeurzen, il ministro della giustizia susseguente, che riprese la missione umanitaria di assassinare Marcel Vervloesem, era stato pregato di evitare le stesse gaffe.
Dopo ciò, tutti i funzionari ripetevano le stesse frasi come degli automi, di cui una delle gaffe leggendarie del 2005 era :- " E' che voi dite che Marcel si trova in uno stato critico. Ma non c'è nessuna prova".

De Clerck ha creduto di potersi sbarazzare di Marcel Vervloesem offrendogli una pastiglia che provocava l'arresto cardiaco, ma è proprio lui, il ministro, che non riuscì a mettere a segno un attacco del genere, quando BFM-TV tagliò la censura sulle modalità dell'assassinio. De Clerck decise allora di applicare delle "condizioni di detenzione più umane" a Turnhout. Poi dopo l'assicurazione che la stampa non avrebbe criticato negativamente la sua immagine, lui diede carta bianca ai suoi servizi psicosociali per vietare le cure della salute a Marcel Vervloesem, tanto che Marcel rifiutava duramente di tornare al campo di sterminio di Bruges. Ma il paziente non ha trovato alcun vantaggio di ritornare nella zona di non diritto all'ospedale di St Jean de Bruges, dove è stato ammanettato 591 ore "per ragioni di salute" ed impedito di dormire con una luce elettrica 24 ore su 24.

Attualmente, le dosi d'insulina di Marcel Vervloesem sono state triplicate per ritardare al massimo l'inevitabile ospedalizzazione, perchè una tale reidratazione non può essere fatta che in un reparto di cure intensive.

Il suo sangue, (normalmente composto dal 75% di acqua) è diventato così spesso che gli infermieri non riescono a prelevare delle quantità sufficienti per le analisi. Lui è pure diventato cieco perchè anche gli occhi hanno bisogno di molta acqua,mentre nel suo corpo ce ne è molto poca. Lui beve il più possibile, ma come la disidratazione ha aumentato il suo tasso glicemico ed è salito oltre la soglia del coma iperglicemico, lui vomita spesso, e ciò aggrava la situazione di disidratazione. Lui ha ricevuto eccezionalmente l'autorizzazione a spiegarsi per questa sua lenta agonia col caposervizio dell'ospedale St Joseph... che sarà incaricato di salvargli la vita quando cadrà in coma irreversibile.

Il ministro della Giustizia, come i suoi predecessori, blocca l'ospedalizzazione nella speranza di assicurarsi l'estinzione delle procedure, prima che la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo condanni il Belgio per la pena e la detenzione illegale più imbarazzante che sia stata mai messa in atto.

Questo sforzo di bloccare non ha nulla a che vedere con i servizi psicosociali, come loro tentano di far credere, ma solo per la decisione del governo. Tre ministri della giustizia di due partiti politici differenti hanno tentato di assassinare Marcel Vervloesem alla stessa maniera. Tutti i senatori coprono questo accanimento di assassinio, perchè nessun partito politico vuole assumersi la responsabilità e le conseguenze della lotta contro la corruzione.

Alla partenza, Marcel Vervloesem pubblicava la rete pedocriminale Zandvoort con 88 539 foto di bambini abusati, ma all'arrivo, si scopre che gli alti funzionari stessi coprono ogni imbroglio grosso e la distruzione delle vittime della pedocriminalità con le stesse modalità. I soldi e la perversione non sono proprietà di un solo partito politico.

Delle vittime algerine domandavano protezione alla Corte Internazionale del La Haie durante lo svolgimento giudiziario del loro dossier in ragione delle minacce su Marcel Vervloesem, per il divieto di ospedalizzazione quando era in pericolo di morte imminente.
La richiesta era giustificata perchè le minacce sulla vita di Marcel Vervloesem erano state messe in atto giusto poco dopo la pubblicazione di un articolo sul loro caso, dove interveniva,come al solito, la branca (questa volta) francese della stessa rete pedocriminale.

Jacqueline de Croÿ
Fond. Pcesses de Croÿ & M. Lancellotti

Versione originale:
http://droitfondamental.eu/001-De_Clerck_tente_de_deshydrater_Marcel_Vervloesem_a_mort__fr.htm/

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Il ministro della giustizia De Clerck è perfettamente al corrente di questa situazione.

Ecco la lista delle sue 20 ospedalizzazioni d’urgenza e delle operazioni subite da Marcel Vervloesem e che sono state inviate più di 40 volte al Ministro De Clerck e ed ai suoi sollaboratori.

Il Ministre che spinge per una giustizia « umana e giusta » stima che un prigioniero non può uscire di prigione che 3 giorni prima di morire beninteso che lui non autorizzi di volta in volta delle eccezioni per ragioni che solo lui sa.

1) Cancro prostatico – Hopital St H. Hart à Lier – 2 volte
2) Insufficienza renale– 5 voltes – Hôpital St Elisabeth à Herentals
3) Pancreatite – 2 volter – 1X Hopital St H. Hart à Lier, 1X UIA d’Anvers
4) Urgenza in cura intensiva per pancreatite 2 –
5) Nuova urgenza in terapia intensiava pancreatite 1 – UIA d’Anvers
6) Cure intensive – Hôpital Fabiola à Sambreville/Hôpital St Elisabeth à Herentals 11X
7) Insufficienza renale – Gasthuisberg à Louvain – 2 X
8. Malfunzionamento cardiaco ed operazione à l’AZ Imelda Bonheiden – 3X
9) Cure intensive per Iddm – Hopital St H. Hart à Lier 4X
10) Insucfficienza renale – Hopital St H. Hart à Lier – 1X
11) Cardiochirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
12) Dialisi renale – Hopital St H. Hart à Lier- 1X
13) Emorragia interna – AZ St Jan Bruges – 1X
14) Nuova chirurgia – AZ St Jan Bruges – 1X
15) Impianto chirurgico di sonda per dialisi – AZ St Jan Bruges – 1X
16) Cure intensive er il cuore – St Elisabeth Turnhout – 1X
17) Cure urgenti intensive per anemia (da leucemia) – St Elisabeth Turnhout – 1X
18) Cure urgenti intensive – St Elisabeth à Herentals – 1X
19) Operazione al cuore – AZ St Jan Bruges
20) In data 14 maggio 2009 lui ha avuto problemi cardiaci per la mancanza di medicazione ed un trattamento insufficiente di cura,doveva andare all’ospedale di AZ Sint Jan Bruges ma la direzione della prigione con suo divieto è riuscita un giorno prima dell’ammissione e sulla base del fatidico rapporto del PSD a non farlo ricoverare. Ogni ospedalizzaizoni uergente a Bruges e Turnhout, ha avuto luogo tra l’imprigionamento di Marcel Vervloesem alla prigione di Turnhout e la prigione di Bruges.

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Gepost door: Morkhoven | 25-12-09

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