20-12-08

Crisi politica in Belgio: Lettera di dimissioni di Jo Vandeurzen, Ministro della Giustizia


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Saturday, 20 dicembre 2008

Caro Giorgio,

C'è crisi politica in Belgio.

A causa del caso concernente la banca 'Fortis' il ministro della giustizia, Vandeurzen, ha dato le dimissioni.
Il governo voleva vendere la banca a Paribas in Francia, ma non era rispettata la separazione dei poteri (come nel nostro caso e in molti altri) e si faceva pressione su certi giudici.
Allora la situazione è esplosa.
Tutto il governo belga voleva dare le dimissioni subito (perchè non c'era altra soluzione).
Il Re del Belgio doveva ancora decidere.

Vandeurzen accusa  naturalmente la magistratura, ma è una falsa accusa.
Lui è incondizionatamente sostenuto dai membri del suo partito (Partito Democratico Cristiano, lo stesso partito come quello di Berlusconi ed anche corrotto proprio tutto).

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La lettera di dimissioni di Jo Vandeurzen

19.12.08 - 18:45
Il viceprimo Ministro, Ministro della Giustizia e delle Riforme Istituzionali Jo Vandeurzen ha dato le sue dimisisoni alle 16.00 al Primo Ministro. Voi troverete qui sotto la lettera di dimissioni.

Bruxelle, 19 dicembre 2008.

Signor Primo Ministro,

Io deduco dalla comunicazione del Primo Presidente della Corte di Cassazione che sarà impossibile, secondo il Primo Presidente, di dare una risposta definitiva quanto alla legalità del mio intervento sul dossier Fortis.
Ciò è per me in quanto essere umano, ma egualmente in quanto uomo politico e Ministro una situazione penosa ed inaccettabile.
Frattanto,io mi sono fatto un'idea che questi tempi danno una percezione che è più importante della verità e della realtà.
Pertanto, io non posso accettare che si aspetta da me in quanto ministro di giustizia che io eserciti le mie competenze di fronte ad un buon funzionamento della giustizia in un altro modo, nella ragione in cui lo stato Belga è invece implicato.
E' evidente che si deve essere molto prudenti.
Ma che io sia pertanto obbligato a non fare il mio dovere questo no.

Un Ministro della Giustizia che vuole realizzare una riforma profonda e necessaria della Giustizia deve avere l'autorità e la credibilità.
Il sospetto di una coesistenza con pratiche inaccettabili (se queste esistono), mi impedirebbe di avere quanto esposto.
Io sono dell'avviso,Signor Primo Ministro, che in questi ultimi anni voi siete stato trattato in modo ingiusto. Io vi vorrei sinceramente ringraziare sia Voi che i vostri colleghi per il periodo veramente coinvolgente che io ho vissuto durante questo governo.
Io ho tentato di essere un buon compagno di squadra e di avere un atteggiamento fraterno e solidale.
Ciò mi ha dato la possibilità di avere-ed anche la giustizia-molte opportunità.
Io tengo a rendere omaggio pubblicamente ai miei assistenti del ministero, che hanno lavorato duramente e con molte cose da portare avanti.
L'onestà ed  l'impegno erano la nostra immagine di marca in un potere politico con cui ci confrontavamo giornalmente nel limite molto sottile della separazione dei poteri.

Io ringrazio ugualmente la mia sezione politica alla Camera ed al Senato per il loro sostegno e la loro cooperazione.
E ringrazio anche ugualmente i parlamentari della Commissione della Giustizia della Camera e del Senato.
Per me, il nostro parlamento ha bisogno di un profondo rimaneggiamento sul suo funzionamento e sulla questione di sapere come questa istituzione potrà di nuovo prendere il suo posto con autorità per il buon funzionamento delle sue istituzioni medesime.
Il tempo proverà in quale modo la magistratura stessa ha giocato un ruolo importante nel provocare di questa crisi istituzionale.
Se noi vogliamo più autonomia, bisognerà egualmente mostrarsi che siamo capaci di gestire le cose im modo responsabile.
Io ho iniziato la mia vita politica come idealista ed io ho ricevuto molte opportunità per le quali vi vorrei ringraziare il mio partito al quale resterò fedele. Io vorrei camminare a testa alta e continuare a guardare la mia famiglia ed i miei amici in faccia.
Ed è per questo che io vi domando, Signor Primo Ministro, di presentare le mie dimissioni al Re.
Vogliate gradire, Signor Primo Ministro, le mie considerazioni più distinte.

Jo Vandeurzen


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